Il servizio di dialisi peritoneale all’Ospedale del Mare
Esiste un presidio sanitario a Napoli dove la medicina si trasforma in un gesto quotidiano di attenzione e umanità. È il reparto di dialisi peritoneale dell’Ospedale del Mare, una delle poche realtà pubbliche del Sud Italia in grado di offrire questo tipo di trattamento con standard elevati e un approccio profondamente umano.
Un trattamento efficace ma ancora sottoutilizzato
La dialisi peritoneale rappresenta una valida alternativa all’emodialisi: consente al paziente di gestire la terapia a casa, riduce la necessità di spostamenti e migliora la qualità della vita. Nonostante questi vantaggi, in Italia solo il 10% dei pazienti con insufficienza renale terminale la sceglie, percentuale che in Campania scende sotto il 3%. Ciò è dovuto in gran parte a una struttura sanitaria ancora troppo legata al modello ospedaliero e alla scarsa disponibilità della metodica nei centri privati convenzionati.
Un esempio concreto di sanità pubblica efficiente
All’interno dell’Unità Operativa di Nefrologia dell’Ospedale del Mare, la dialisi peritoneale non è solo offerta, ma promossa come un percorso di cura completo. Il reparto dispone di 10 posti letto di degenza e di un Day Hospital specializzato. Il paziente è accompagnato in ogni fase, dalla valutazione pre-intervento fino al monitoraggio post-operatorio domiciliare, grazie a un team multidisciplinare che coniuga preparazione tecnica e attenzione relazionale.
Il valore del trattamento non si limita all’efficacia clinica, ma si misura nella possibilità per il paziente di mantenere una vita attiva e dignitosa, continuando a lavorare, studiare, occuparsi della famiglia. È una terapia che si adatta alla persona, non il contrario.
Una squadra giovane e determinata
Il programma è stato avviato dal dottor Gennaro Argentino (nella foto in alto con la dottoressa Maria Luisa Sirico), nefrologo classe 1981, che ha costruito un’équipe altamente qualificata.
Insieme alla dottoressa Maria Luisa Sirico e agli infermieri Jessica Cascella, Vincenzo Delli Carpini, Fabiana Viscido e Lucia Vigorito, Argentino ha dato forma a un modello assistenziale fondato sulla fiducia, la competenza e la condivisione.
Fondamentale anche il ruolo del dottor Giuseppe Surfaro, chirurgo di riferimento per l’impianto dei cateteri, che lavora in stretta sinergia con il team nefrologico.
L’intera Unità è guidata dal primario Raffaele Genualdo, supportato dal dottor Andrea Camocardi e dalla coordinatrice infermieristica Concetta Manna, artefice di un clima di lavoro efficiente e solidale.
Numeri importanti, ma soprattutto storie vere
Attualmente sono seguiti circa 45 pazienti in dialisi peritoneale. I risultati sono ottimi: basse complicanze, alto gradimento. Ma oltre i dati, colpisce il vissuto delle persone. In reparto si respira una dimensione di ascolto, rispetto e possibilità.
Chi osserva da fuori resta colpito dalla normalità straordinaria di chi affronta la malattia con strumenti che permettono autonomia e libertà: donne che curano i figli durante la terapia, lavoratori attivi, anziani accompagnati con affetto.
Un esempio da valorizzare
Questo modello assistenziale dovrebbe essere preso come riferimento. In una regione dove le criticità sanitarie sono ancora presenti, l’esperienza dell’Ospedale del Mare dimostra che si può fare sanità pubblica di qualità, con risorse umane capaci e una visione condivisa.
Il dottor Argentino e il suo team stanno facendo la differenza. Lo fanno ogni giorno, in silenzio, attraverso gesti concreti che restituiscono non solo salute, ma anche dignità. E raccontano una sanità diversa, possibile, fatta di persone per le persone.


