venerdì, 11 Settembre , 2026

Qivalis, aumentano le banche per la stablecoin in euro

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L’iniziativa di Qivalis rappresenta il progetto di stablecoin più ampio in Europa in termini di numero di sostenitori

Un totale di 37 Istituti bancari europei si sono uniti per sostenere un’iniziativa diretta alla creazione di una stablecoin in euro. Il Financial Times riporta che questa decisione è stata influenzata dalle crescenti preoccupazioni di dirigenti e responsabili politici riguardo alle conseguenze dell’egemonia del dollaro nel settore delle criptovalute.

Secondo il quotidiano britannico, la compagnia Olandese Qivalis, già in possesso del supporto di grandi nomi come BNP Paribas, ING e UniCredit per la sua valuta ancora in fase di lancio, ha aggiunto alla sua rete un altro gruppo di 25 finanziatori, inclusi ABN Amro, Intesa Sanpaolo e Rabobank. Questo aumento ha portato il totale delle banche partecipanti a 37, facendo dell’iniziativa di Qivalis il progetto di stablecoin più grande in Europa per numero di sostenitori.

La finalità dell’impresa è quella di raggiungere un numero sufficiente di Istituti di credito per favorire l’adozione della moneta e renderla più competitiva rispetto alle già esistenti.

“Le banche europee e la Banca Centrale Europea sono preoccupate per il panorama delle valute digitali legate a valute sovrane”, scrive il Financial Times. Su un totale di 320 miliardi di dollari di stablecoin attualmente in circolazione, quasi tutte sono in dollari americani, con le emissioni dominate da aziende nel settore delle criptovalute come Tether e Circle.

Questo mese, la presidente della BCE, Christine Lagarde, ha segnalato che l’aumento dell’uso di stablecoin in dollari in Europa presenta una “seria preoccupazione che potrebbe compromettere l’autonomia dal dollaro”.

Jan-Oliver Sell, CEO di Qivalis, ha dichiarato al Financial Times che la questione della sovranità europea è di primaria importanza e che l’attuale contesto geopolitico rende vantaggiosa la ricerca di una valida alternativa al dollaro.

Giovanni Lombardi Stronati

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