sabato, 14 Marzo , 2026

Oggi la prima riunione del Board of Peace per Gaza. Tajani vola a Washington

MondoOggi la prima riunione del Board of Peace per Gaza. Tajani vola a Washington

di Redazione e Vittorio Di Mambro Rossetti

ROMA – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è in missione a Washington oggi per partecipare alla riunione inaugurale del “Board of Peace” per Gaza, presieduta dal Presidente statunitense Donald Trump. La prima riunione formale del Board sarà l’occasione per un aggiornamento sull’attuazione del Piano di Pace in 20 punti dell’Amministrazione americana e sui progetti d’investimento e di ricostruzione della Striscia.

Il titolare della Farnesina rappresenta l’Italia come osservatrice, su delega della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Partecipano alla riunione il Capo del Comitato Tecnocratico Palestinese, Ali Sha’at, l’Alto Rappresentante per Gaza, Nickolay Mladenov, e la larga maggioranza dei membri del Board e degli osservatori, inclusi rappresentanti della Presidenza cipriota della UE e della Commissione Europea.

“La partecipazione italiana conferma l’impegno ad ogni tavolo dedicato al processo di pace in Medio Oriente, al fine di promuovere il disarmo di Hamas, la smilitarizzazione della Striscia di Gaza e l’avvio della sua ricostruzione, nel pieno rispetto del diritto internazionale, e in linea con la risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che affida al Board of Peace il compito di monitorare il processo di stabilizzazione nell’area”, si legge in una nota.

Sin dall’inizio della crisi a Gaza, l’Italia ha svolto un’azione di primo piano per facilitare la stabilizzazione della regione e fornire supporto umanitario alla popolazione civile, in particolare tramite l’iniziativa “Food for Gaza”, lanciata dal Ministro Tajani nel marzo 2024. Il Governo italiano sta mettendo a punto un piano nazionale, che riunisca le migliori competenze e risorse del Sistema Italia, per la ricostruzione di Gaza, concentrandosi in particolare sui settori della sanità, dell’istruzione e della sicurezza alimentare.Rientra in questo quadro anche la missione dei giorni scorsi a Riad e Abu Dhabi dell’Ambasciatore Bruno Archi, Inviato Speciale per la Ricostruzione di Gaza del Ministero degli Esteri.

VANNACCI: SÌ AL BOARD OF PEACE, MA ABBIAMO UNA DESTRA SBIADITA

“Favorevoli al Board of Peace, non possiamo non partecipare ad un tavolo internazionale in cui si decide il futuro di un’area strategica per il nostro Paese. Essere assenti vuol dire rinunciare alla propria influenza. Siamo stati invitati come osservatori e come tali non dobbiamo pagare nulla. La nostra è una presenza diplomatica, che serve a far valere il peso dell’Italia. Abbiamo una destra un po’ sbiadita che non prende mai posizione, ma mi soddisfa partecipare. Si vedrà quale sarà la nostra possibilità di azione”. Queste le parole di Roberto Vannacci, europarlamentare e leader di Futuro Nazionale, su Radio Cusano Campus, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.

“Sedersi al tavolo non significa essere d’accordo, ma partecipare alla discussione e, probabilmente, anche prendere le difese dei palestinesi, verso quei due popoli e due Stati che nessuno è riuscito a realizzare. L’ONU ci prova da 80 anni e il risultato è fallimentare”.

E sul voto di fiducia al Governo, Vannacci ha proseguito: “Abbiamo portato il governo a mettere la fiducia, abbiamo svelato una debolezza, ma eravamo consapevoli che i nostri tre voti non ne avrebbero minato la stabilità. Abbiamo votato a supporto del governo perché ci inquadriamo nel centrodestra e non siamo la stampella della sinistra, non operiamo per far cadere il governo”, ha continuato Vannacci.

“In modo altrettanto convinto abbiamo votato il no al riarmo ucraino: la nostra posizione è diversa da quella di una sinistra finta pacifista che vota no per far cadere il governo e non ha soluzioni. Il nostro partito è di destra vera e pura. La ricerca di persone che possano avere ruoli decisivi all’interno del partito è una delle sfide più importanti. Non chiudo la porta a nessuno, che si tratti di CasaPound o di Askatasuna: mi interessano le idee, non chi le porta. Anche a Bruxelles ho votato favorevolmente a proposte dell’estrema sinistra”.

“L’Italia va rilanciata, annullando il Green Deal, che ha ridotto in povertà l’Europa, e bloccando l’ingresso degli immigrati clandestini, perché si è creata una competizione tra i disperati che vengono da fuori e i poveri autoctoni”, ha concluso Vannacci. “Sono per il sì al referendum, perché pone il serio problema della libertà di un giudice di agire secondo coscienza. Se questo giudice dipende da un singolo CSM allora posso pensare che venga influenzato. La proposta di avere due CSM, formati da persone sorteggiate, amplia sicuramente la libertà del giudice e la possibilità di avere una magistratura indipendente”.
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