di Alessio Pisanò
BRUXELLES – “La missione Unifil in Libano sta per concludersi, per questo stiamo discutendo se intervenire con una nostra operazione militare europea e quale potrebbe essere il suo mandato. Abbiamo già alcune proposte sul tavolo”. Lo ha dichiarato l’Alta rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari esteri, Kaja Kallas, delineando l’agenda e le strategie del blocco comunitario sui principali fronti di crisi internazionali prima del Consiglio Affari Esteri.
Secondo Kallas, l’assistenza europea nella regione rimane prioritaria: “Speriamo che il Libano sia coperto dal cessate il fuoco, ma il Paese ha ancora bisogno di aiuto. Finora abbiamo fornito il sostegno dell’European Peace Facility alle forze armate libanesi, ma ora serve capire cosa l’Europa possa portare sul tavolo in questa seconda fase, che include anche le discussioni su Gaza e Cisgiordania”.
L’Alta rappresentante ha poi esteso l’analisi alla distensione diplomatica nel Golfo Persico: “L’accordo annunciato da Stati Uniti e Iran che è accolto con grande favore da tutti. È la prima fase per riaprire lo Stretto di Hormuz e passare poi a negoziati su temi critici come il nucleare. Incrociamo le dita affinché venga siglato questo venerdì: tutti hanno bisogno che lo stretto sia aperto e che questa guerra finisca, e l’Ue è pronta a offrire la sua storica esperienza nei negoziati nucleari”.
Rimanendo sul quadrante medio orientale, Kallas ha frenato sulle ipotesi di sanzioni europee contro il ministro israeliano per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, caldeggiate da diversi partner europei: “È stato proposto da molti Stati membri di sanzionare il ministro Ben-Gvir e ne discuteremo. Tuttavia, sulla base delle mie consultazioni in corso con i Paesi membri, al momento posso dire che non abbiamo la necessaria unanimità richiesta per questa decisione”.
Infine, Kallas ha toccato i dossier relativi alla Russia e ai vicini orientali, annunciando una stretta sui visti per i combattenti di Mosca: “L’intelligence ha i dati di chi ha partecipato alla guerra in Ucraina. L’idea è inserirli nella lista di divieto Schengen per impedire loro l’ingresso in Europa: gli esperti dicono che è fattibile”.
Un passaggio anche sul sostegno a Erevan e sui crimini di guerra: “Gli attacchi russi sui civili e sui siti patrimonio dell’umanità sono crimini di guerra. Oggi adotteremo nuove sanzioni contro il complesso militare-industriale russo e la flotta ombra. Al contempo, dobbiamo sostenere l’Armenia a essere resiliente di fronte alle crescenti pressioni della Russia dopo le ultime elezioni”.
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