venerdì, 17 Luglio , 2026

“Mare fuori è piena di str…ate”, dal carcere minorile di Bologna parte la serie-verità: “Vero mare dentro”

Politica“Mare fuori è piena di str…ate”, dal carcere minorile di Bologna parte la serie-verità: “Vero mare dentro”

BOLOGNA – “Altro che ‘Mare fuori’. Non esiste quella roba, è una mistificazione orrenda”. Non usa giri di parole il direttore di un vero istituto penale per minorenni, Lorenzo Roccaro, che da un anno guida il “Pietro Siciliani” di Bologna e cui proprio non va giù quella serie televisiva “piena di str…, con la pubblicità dei gioielli che indossano i ragazzi quando qui noi facciamo la guerra per togliere le collanine e tutto il resto, perché è pericoloso”.

LA SERIE GIRATA A BOLOGNA SI CHIAMERÀ ‘VERO MARE DENTRO’

Ecco allora che proprio all’interno del minorile di Bologna verrà realizzata una sorta di ‘contro-serie’, in quattro puntate, realizzata dagli stessi detenuti: si intitolerà “Vero mare dentro” e mostrerà “com’è fatto veramente il carcere”, spiega Roccaro durante la conferenza stampa che si è svolta oggi nell’istituto di via del Pratello per l’inaugurazione di una nuova biblioteca. Il progetto rientra nel laboratorio di videomaking che coinvolge i ragazzi del “Siciliani” già da alcuni anni: nel tempo “sono state fatte diverse produzioni e quella di quest’anno ho voluto che trattasse un racconto vero della struttura”, afferma il direttore. Dunque “i ragazzi, insieme all’operatrice Agnese Mattanò, elaboreranno questa produzione finale al termine del laboratorio- continua Roccaro- con queste quattro puntate, che poi vedremo se poterle anche diffondere oscurando naturalmente i volti dei ragazzi, però facendo trasudare i contenuti, perché se ce le teniamo noi queste cose servono a poco”. L’idea, inoltre, è coinvolgere anche gli agenti della Polizia penitenziaria affinché raccontino “il loro pezzo di storia e le difficoltà che incontrano lavorando con questi ragazzi- sottolinea Roccaro- e quanto è difficile avere a che fare con un ragazzo ribelle”: perchè in queste strutture “ci vuole l’accoglienza, ma anche la regola”.

Ma nel frattempo, com’è la situazione al Pratello? “Stiamo andando avanti con i lavori, a breve riapriremo il Centro di prima accoglienza (Cpa) della comunità per minori, a luglio- spiega Roccaro- mentre i lavori aggrediranno l’istituto vero e proprio a partire dalla metà di luglio e quindi siamo già a una capienza ridotta: 29 detenuti in questo momento e andremo a 22 entro la metà di luglio”.

Continua il direttore: “Sarà veramente uno sforzo immane, però piuttosto che ‘buttare’ via i ragazzi faremo uno sforzo per tenerne il più possibile qui e lavorare metà e metà, cioè su un mezzo istituto e poi sull’altro mezzo, continuando i progetti già in corso. Quindi non ne apriremo altri, nel senso che non arriveranno altri ragazzi, però quelli che abbiamo cerchiamo di non disperderli, anzi di tenerli il più possibile e, se riusciamo, di farli uscire in misura alternativa. Abbiamo in programma già due e tre uscite nelle prossime settimane per misure diverse e poi gli altri che resteranno vediamo di poterli contenere in un numero limitato”. Per quanto riguarda poi il personale di Polizia penitenziaria, in questo momento “siamo a pieno organico” e le uniche carenze, segnala il direttore, sono quelle legate alle assenze che riguardano “i diritti soggettivi, comprese le malattie”. Ma come pianta organica “abbiamo appena assunto altre sette unità che sono arrivate dal nuovo corso e ne abbiamo perse due che hanno perso l’interpello, quindi siamo a un saldo di più cinque”. C’è qualche carenza per alcune figure, come i sottufficiali, “ma come numero in questo momento ci siamo. Vediamo con il Cpa che riapre cosa succede- aggiunge Roccaro- perché sarà un altro posto di servizio che si aggiunge e quindi sarà da articolare meglio, però per il momento il rapporto è abbastanza tranquillizzante”.
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