Rapporto annuale dell’Istituto per la Competitività (I-Com) su reti e servizi di nuova generazione
L’adozione dell’intelligenza artificiale da parte di imprese e individui sta aumentando rapidamente, sia a livello globale che in Europa, e anche in Italia si osserva un’accelerazione notevole.
Nel 2024, l’8,2% delle imprese italiane con un minimo di 10 dipendenti utilizza tecnologie basate sull’IA, rispetto al 5% registrato nell’anno 2023. Nonostante tali progressi, l’Italia resta al di sotto della media dell’Unione Europea, che si attesta al 13,5%, e della Germania, che raggiunge il 19,7%.
Questi dati sono stati riportati nel rapporto annuale dell’Istituto per la Competitività (I-Com) su reti e servizi innovativi.
Gli esperti dell’istituto mettono in evidenza come l’IA generativa stia diventando sempre più comune: il 20% delle imprese la sta utilizzando, il 43% la sta testando e il 28% sta considerando il suo uso futuro.
Anche la popolazione sta mostrando un interesse crescente: in Italia, il 25,8% degli adulti utilizza strumenti di intelligenza artificiale, mentre in Irlanda e Francia queste percentuali sono rispettivamente del 41,7% e 40,9%.
L’indagine condotta da I-Com e ByTek, che analizza per il terzo anno consecutivo cinque nazioni (Italia, Stati Uniti, Francia, Germania e Spagna), indica come l’interesse generale per l’IA è aumentato costantemente, raggiungendo livelli più alti, specialmente nel secondo trimestre del 2025.
Tuttavia, la Germania è in testa in Europa per ricerche sul tema, con oltre 800.000 ricerche ogni 100.000 cittadini, mentre l’Italia è ultima con poco più di 160.000. Sul fronte del lavoro, gli Stati Uniti registrano il numero più alto di ricerche, mentre l’Italia segue con 38,1 ricerche ogni 100.000 abitanti.
In Europa, la popolazione italiana ha dimostrato il maggiore interesse sia per i benefici che per i rischi legati all’uso delle applicazioni di intelligenza artificiale, con oltre 50 ricerche sui vantaggi e 20 sui rischi ogni 100.000 abitanti.
Ciro Di Pietro

