lunedì, 15 Giugno , 2026

Hantavirus, nella bufera per un video con il ‘topo della morte’: “Sono sopravvissuta, ma non fatelo a casa”

MondoHantavirus, nella bufera per un video con il ‘topo della morte’: “Sono sopravvissuta, ma non fatelo a casa”

ROMA – C’è un confine sottile tra la ricerca del contenuto virale e il rischio biologico, e una giovane argentina sembra averlo attraversato durante un trekking a Bariloche, nel cuore della Patagonia. Un video, diventato rapidamente un caso sui social, la ritrae mentre maneggia con disinvoltura un Oligoryzomys longicaudatus, meglio noto come ‘topo dalla coda lunga’. Quello che per la ragazza era solo un “animaletto carino”, per le autorità sanitarie è il principale serbatoio dell’Hantavirus Andes, un ceppo virale temutissimo per la sua capacità, unica tra gli hantavirus, di trasmettersi non solo dagli animali all’uomo, ma anche da persona a persona.

@marina_korb

En mi defensa no sabía que ese era el ratón colilargo que porta el virus, yo solo ví un bicho muy cute, y esa noche me enteré que en esa semana habian fallecido personas por un rebrote ahí mismo ☠️ Spoiler: sobreviví. Justo el ratoncito ese no tenía nada 🫶🏻 pero no lo hagan en sus casas!! #hantavirus #raton

♬ original sound – marina_korb

LA POLEMICA E LA ‘DIFESA’ SUI SOCIAL

Nel video, la giovane scherza con il roditore dicendo: “Non mordermi”. Una leggerezza che ha scatenato una pioggia di critiche, considerando che la regione è una zona endemica dove il virus miete vittime periodicamente. Messa alle strette, ha tentato di correre ai ripari con una giustificazione che ha convinto pochi: “A mia discolpa, non sapevo fosse il vettore del virus. Ho scoperto solo quella sera che c’era un’epidemia in corso e che erano morte delle persone”. Poi lo “spoiler” sarcastico dell’autrice (“Sono sopravvissuta, non provatelo a casa”) e la successiva affermazione che il video risalisse a un anno prima.

Il ratto pigmeo del riso dalla coda lunga è un roditore selvatico tipico delle foreste e delle zone rurali dell’Argentina meridionale e del Cile. Il virus si trasmette principalmente per inalazione di particelle contaminate da urina, saliva o feci essiccate di questi animali, nonché tramite il contatto diretto con essi.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

Potrebbe interessarti

Check out other tags:

Articoli Popolari