ROMA – “Occorre individuare chi possa rappresentare gli interessi europei al tavolo negoziale” tra Russa e Ucraina, perché “allo stato nessun formato ha la legittimità” per farlo e “per questo sostengo da tempo la necessità di invdividuare una figura autorevole che abbia il mandato di per portare il punto di vista dell’Europa”.
IRAN. MELONI: GUERRA FINISCA AL PIÙ PRESTO, GARANTIRE LIBERTÀ NAVIGAZIONE
“Questa è la posizione che l’Italia porterà al Consiglio europeo: lavorare perché la guerra finisca più presto, garantire la libertà di navigazione, sostenere la sicurezza dei partner del Golfo, mantenere aperto con realismo e responsabilità lo spazio della diplomazia”. Lo ha detto la premier del Consiglio Giorgia Meloni, nelle sue comunicazioni in aula alla Camera in vista del Consiglio europeo del 18 e del 19 giugno.
IRAN. MELONI: LAVOREREMO PERCHÉ L’UE ESPRIMA UNA POSIZIONE COMUNE
“Lavoreremo perché l’Unione esprima una posizione comune, seria e credibile. L’Europa ha gli strumenti per dire la sua, a partire dal regime sanzionatori”. Per la premier “se l’Iran dimostrerà con i fatti il vorer tornare su un percorso serio, verificabile e costruttivo, l’Europa dovrà essere pronta ad accompagnare quel percorso con un alleggerimento graduale e irreversibile, ma anche rapido delle sanzioni. Se invece l’Iran continuerà sulla strada sbagliata, minacciare la libertà di navigazione, attacchi, sostegno a milizie, violazione degli obblighi internazionali, allora l’Unione europea dovrà essere pronta a rafforzare la pressione anche attraverso nuove misure mirate”, aggiunge.
IRAN. MELONI: NEGOZIATO FRAGILE, SEMPRE CHE SIA ANCORA POSSIBILE
Meloni afferma che “sul piano diplomatico continuiamo a sostenere l’altalenante dialogo tra Stati Uniti e Iran e l’importante opera di facilitazione svolta da diversi Paesi, in particolare Qatar e Pakistan, nella consapevolezza che il negoziato resta fragile e che le questioni ancora aperte sono molteplici e complesse, sempre che un negoziato sia ancora possibile alla luce delle ultime notizie che conoscete anche voi”.
DIFESA. MELONI: INVESTIMENTO NECESSARIO PER CONTARE E DECIDERE AUTONOMAMENTE
“Oggi più che mai è necessario investire
nella propria difesa per garantire la capacità di contare,
decidere autonomamente, difendere i propri interessi. Investire
di più, rafforzare la propria capacità industriale, sostenere
l’autonomia strategica aperta che significa da una parte
rafforzare la nostra base industriale nel settore della difesa e
sviluppare le nostre capacità autonome, ma dall’altra promuovere
partnership industriali e strategiche con i partner chiave”.
DIFESA. MELONI: AL VERTICE NATO ANDREMO CON 2,8% PIL INVESTITO
“Sosteniamo insomma l’approccio, le iniziative volte a rafforzare la sicurezza e la difesa del continente, siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità a fare quello che è necessario per proteggere l’Italia e i suoi cittadini a partire dal tema della sicurezza e lo ribadiremo al vertice NATO dove l’Italia si presenterà con una percentuale del 2,8% del proprio prodotto interno lordo investito in difesa e sicurezza, segnando un aumento dello 0,71% che è garantito però soprattutto alle spese legate alla sicurezza sul territorio”, dice la premier. “E proprio perché non ci sottraiamo alle nostre responsabilità, proprio perché non ci manca il coraggio di dire le cose come stanno, non possiamo non considerare il mutamento dello scenario nel quale operiamo. La difesa è importante, certo, ma mettere a riparo le famiglie e le imprese italiane dalla crisi in atto lo è altrettanto e queste due priorità sono interconnesse, senza sicurezza l’energia finirebbe per costare sempre di più, senza energia non rimarrebbe più nulla da difendere con le armi”, aggiunge.
MELONI: DA BEN-GVIR PAROLE INACCEATTABILI E POCO DIGNITOSE
“Rispedisco al mittente le dichiarazioni fatte dal ministro” Ben-Gvir “qualche giorno fa sull’Italia: dichiarazioni inaccettabili per l’Italia e anche poco dignitose per Israele”, ha detto Meloni.
NUCLEARE. MELONI: VERA SOLUZIONE A NOSTRA DIPENDENZA ENERGETICA
“Il nostro Governo è impegnato nella
realizzazione di un mix energetico nazionale utile agli interessi
dei cittadini e delle imprese: è per questo che abbiamo varato un
disegno di legge delega sull’energia nucleare che riteniamo la
vera soluzione alla nostra dipendenza energetica nel medio e
lungo periodo, è per questo che continuiamo a sostenere
l’importanza dei biocarburanti come vettore energetico di
transizione, è per questo che con il nostro Governo abbiamo
raggiunto il massimo storico di energia elettrica prodotta da
fonti rinnovabili”.
ENERGIA. MELONI: CON NOSTRO GOVERNO MASSIMO STORICO DI ELETTRICITÀ DA RINNOVABILI
“Con il nostro Governo abbiamo raggiunto il massimo storico di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili”, rivendica la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni alla Camera. Poi risponde ai brusii dell’Aula, provenienti dai banchi dell’opposizione: “Lo so, può dare fastidio”. “Ricordo che lunedì scorso la Commissione ha approvato ulteriori 23 miliardi di aiuti di Stato a sostegno della produzione nazionale di energia elettrica da fonti rinnovabili, si prevede che gli impianti aggiungeranno un totale di 37,15 Gigawatt di capacità di produzione di energia elettrica con il risultato di aumentare del 48% l’attuale capacità di energia prodotta da fonti rinnovabili in Italia”, rimarca la presidente del Consiglio. “Con lo stesso pragmatismo nelle prossime settimane provvederemo a definire in stretto raccordo con la Commissione un paniere di misure finanziabili grazie alla flessibilità che abbiamo ottenuto e questo consentirà tra l’altro di alleggerire il bilancio nazionale di avere più risorse per sostenere le famiglie e le imprese in questa difficile congiuntura”, conclude.
LIBANO. MELONI: SU POST-UNIFIL EVITARE PERICOLOSO VUOTO SICUREZZA
“Al Consiglio Europeo discuteremo anche del post-UNIFIL, alla luce delle opzioni presentate dal Segretario Generale delle Nazioni Unite: la decisione sulla conclusione della missione rende necessario preparare per tempo – in stretto coordinamento con Nazioni Unite, Stati Uniti, partner europei, autorità libanesi ed Israele – una presenza internazionale capace di evitare un pericoloso vuoto di sicurezza”, afferma ancora Meloni. “L’Italia, soprattutto se – come speriamo – i negoziati diretti a Washington avranno successo, continuerà a svolgere un ruolo di primo piano a sostegno del Libano e della pace tra Libano e Israele, come ha sempre fatto e come sta facendo anche in questi giorni difficili. Non soltanto per quanto avviene in Libano, ma anche per la situazione a Gaza e in Cisgiordania, è chiaro che il Consiglio Europeo dovrà riflettere sulla direzione delle relazioni tra l’Unione Europea e Israele. Su questo, mi piacerebbe, una volta tanto, che ci fosse qui un confronto capace di andare oltre l’enfasi della polemica facile, che produce certamente un ritorno immediato in termini di visibilità, ma non riflette l’importanza strategica che il tema ha per l’Italia”, conclude Meloni.
UE. MELONI: IN BILANCIO PLURIENNALE NO A TAGLI A PAC E COESIONE
La “novità” del prossimo Consiglio europeo è che “per la prima volta si parlerà dei numeri del prossimo Quadro finanziario pluriennale”, il bilancio a lungo termine dell’Unione Europea. Quindi, vale la pena ribadire almeno tre concetti per noi fondamentali: il primo è che non accetteremo un bilancio in conseguenza del quale, a fronte di maggiori contributi, l’Italia rischia di avere a disposizione risorse inferiori”. Il secondo è che “i cosiddetti ‘rebates’ vanno eliminati. Se si arriverà a mantenere questo sistema anacronistico chiederemo che, in qualità di terzo contributore netto al bilancio della Ue, anche l’Italia goda dello stesso privilegio”. Il terzo e ultimo è che “chi vuole finanziare le nuove priorità tagliando le politiche tradizionali, deve guardare altrove. Da parte nostra, siamo pronti a investire su competitività e difesa, ma questo non si potrà fare a spese della PAC, della Pesca e della Coesione. Piuttosto, si comincino a tagliare le spese per l’Amministrazione europea, che nella proposta della Commissione vengono aumentate di più del 20%, segnale in totale controtendenza rispetto a quelli che noi cerchiamo di dare ogni giorno e che vengono richiesti a noi”, conclude Meloni.
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