Proposte concrete urgenti per salvare l’intera area occidentale del capoluogo
NAPOLI – «I Campi Flegrei non possono più aspettare: qui non c’è solo un problema geologico, ma un’emergenza sociale, economica e umana. Il fenomeno del bradisismo, con risalite del suolo e scosse ripetute, ha trasformato l’area in un luogo sospeso tra paura e incertezza.
Migliaia di cittadini vivono con l’ansia quotidiana di dover lasciare le proprie abitazioni, molte imprese hanno visto calare drasticamente il fatturato e il valore immobiliare delle case è crollato».
Con queste parole Gennaro Coppola, candidato al Consiglio Regionale della Campania con il Movimento 5 Stelle, accende i riflettori sulla crisi che da mesi sta colpendo l’area flegrea e la zona puteolana, dove il bradisismo sta mettendo in ginocchio famiglie, imprese e l’intero tessuto sociale.
A Pozzuoli, Bacoli, Quarto e nei quartieri occidentali di Napoli, tante famiglie sono ancora in attesa di alternative abitative e molte attività commerciali rischiano la chiusura definitiva.
Sono state avviate procedure di evacuazione preventiva, ma mancano – denuncia Coppola – piani chiari di assistenza economica, sostegno psicologico e rilancio del territorio.
Molti residenti stanno pensando di trasferirsi, mentre interi quartieri vedono ridursi investimenti, turismo e compravendite.
Le imprese lamentano un crollo della clientela e l’aumento dei costi assicurativi, mentre gli imprenditori del settore turistico denunciano disdette e perdite continue.
Secondo le associazioni locali, il rischio è quello di un progressivo svuotamento del territorio, con conseguenze devastanti su occupazione e coesione sociale.
Gennaro Coppola chiede un piano straordinario regionale per i Campi Flegrei, con interventi immediati e strutturali: Fondo speciale di sostegno economico per famiglie e imprese danneggiate dalle scosse; Detassazione per le attività localizzate nell’area a rischio, con incentivi a chi decide di restare; Presidio costante di protezione civile e supporto psicologico per i cittadini più fragili; Un piano urbanistico e scientifico condiviso, basato sui dati dell’INGV, che definisca criteri certi per eventuali trasferimenti o interventi strutturali; Sportelli unici per l’emergenza, che velocizzino le richieste di aiuto e riducano la burocrazia; Campagna nazionale di valorizzazione culturale e turistica, per evitare che l’area venga percepita solo come “zona rossa”, ma come patrimonio storico e naturalistico unico al mondo.
Coppola sottolinea che i Campi Flegrei non possono essere trattati come un caso locale:
«Qui vive una comunità che chiede ascolto e dignità. Il rischio geologico è reale, ma altrettanto reale è il rischio di desertificazione sociale ed economica.
La Regione deve farsi carico di questa emergenza, con un’azione coordinata con Governo, Protezione Civile e ricercatori».
Tra incertezza e resilienza, i cittadini dei Campi Flegrei resistono. Ma non basta più la pazienza: servono scelte politiche coraggiose, un piano concreto e misure di sostegno immediate.
«Il bradisismo – ricorda Coppola – non è solo un fenomeno naturale. È anche uno spartiacque politico e culturale: deciderà chi ha diritto a restare, a ricostruire e a vivere il territorio. Con dignità».

