lunedì, 15 Giugno , 2026

Bodyshaming, Brunetta: “Ho sofferto per gli insulti sulla mia statura. Oggi non resti solo una data sul calendario”

PoliticaBodyshaming, Brunetta: “Ho sofferto per gli insulti sulla mia statura. Oggi non resti solo una data sul calendario”

di Vittorio Rossetti Di Mambro e Giusy Mercadante

ROMA – “Io scrivo con la voce di chi ne sa qualcosa. Della mia statura non porto responsabilità, sono responsabile soltanto di quello che ho fatto nella vita. Ho retto perché ho avuto la fortuna delle spalle larghe, e di una biografia che mi ha protetto. Ma le ferite dell’infanzia non si chiudono mai del tutto, si imparano a portare”. Lo scrive il presidente del Cnel Renato Brunetta in un editoriale pubblicato oggi su il Corriere della Sera in occasione della Giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico delle persone.

Contro quel bodyshaming che ferisce “quando meno te lo aspetti”: “Davanti a una battuta in televisione, a una vignetta sul giornale del mattino, a una risatina di troppo in mezzo a una riunione, restituendoti per intero il bambino che eri. E ripiombi nell’amarezza e nel dolore”.

“A quel bambino devo molto, e a quel bambino devo soprattutto un impegno- sottolinea Brunetta-. È per lui che ho sostenuto fin dal primo giorno la legge dell’onorevole Martina Semenzato, grazie alla quale il 16 maggio si celebra la Giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico delle persone”.

Un impegno che Brunetta rivendica con forza e sostiene “i milioni di bambine e bambini che oggi stanno crescendo con le stesse ferite”, ma è anche un pensiero costante “ai ragazzi che si chiudono in camera, alle ragazze che si guardano allo specchio con paura, agli anziani derisi per come il tempo ha disegnato i loro tratti, alle persone con disabilità trattate come bersagli. Lo dobbiamo a loro. Tutti”.

LA SOFFERENZA PER “GLI INSULTI SULLA MIA STATURA”

Per questo, Brunetta, nel 2022, decise di parlare apertamente di bodyshaming e delle ripercussioni dell’uso di certe parole. Lo fece “ospite di Lucia Annunziata a Mezz’ora in più su Rai Tre, davanti a milioni di telespettatori”. Il presidente del Cnel racconta: “In quella sede dissi, in pubblico per la prima volta, quanto avessi sofferto, e quanto continuassi a soffrire, per gli insulti sulla mia statura. Ringrazio ancora Lucia Annunziata per la sensibilità con cui mi accompagnò in quel passaggio. Magari l’avessi fatto trent’anni prima. Fu davvero liberatorio. Da allora non ho più smesso di parlarne, e non smetterò”.

“LA RESPONSABILITÀ DI NON FERIRE NESSUNO”

“Per i direttori che decidono cosa va in prima pagina e non solo- prosegue-, per i conduttori che scelgono quale battuta lasciar passare, per gli editorialisti, per i vignettisti che ridono di un corpo, per chiunque abbia il privilegio di parlare a milioni di persone, e per ciò stesso la responsabilità di non ferire nessuno. La civiltà di un Paese si misura anche così, nella somma minuta dei gesti di ciascuno. Quella misura è riconosciuta oggi per legge. Tocca a noi farla diventare un’abitudine, una sensibilità condivisa. La normalità, fatta di cultura ed etica dello stare insieme”.

Oggi Brunetta ribadisce: “Mi auguro che questo 16 maggio non resti una data sul calendario, e che diventi piuttosto un banco di prova quotidiano per chiunque abbia una voce pubblica”.
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