Studio pubblicato dalla Banca d’Italia nella serie “Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento”
Una prima indagine sul fenomeno complesso del Fintech for Good (F4G) si concentra sull’analisi delle sue caratteristiche emergenti e il potenziale ruolo che potrebbe avere nella promozione della sostenibilità. Questo è l’obiettivo di uno studio intitolato “Sostenibilità e innovazione finanziaria: Il ruolo emergente del Fintech for Good”, pubblicato dalla Banca d’Italia nella serie “Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento”.
A causa della mancanza di dati quantitativi disponibili al momento, come spiegato dall’ente di Via Nazionale, l’analisi ha perlopiù attinto a informazioni qualitative per delineare opportunità e sfide da affrontare in futuri approfondimenti.
Il F4G presenta diverse dimensioni, incluso il Green Fintech e il Climate Fintech, e si distingue per la sua intenzione di generare un impatto positivo, per la sua addizionalità rispetto agli operatori tradizionali e per la necessità di misurare i risultati raggiunti.
L’analisi ha dimostrato, attraverso esempi puramente illustrativi selezionati in base a informazioni pubblicamente accessibili, come le soluzioni F4G possano agevolare tanto l’inclusione finanziaria e il conseguimento di obiettivi sociali (come l’accesso semplificato a servizi di pagamento, credito e assicurazione), quanto la promozione della sostenibilità ambientale (supportando investimenti green, l’economia circolare e il monitoraggio della propria impronta ecologica).
L’analisi ha anche cercato di formulare una distinzione operativa iniziale tra gli operatori definiti “F4G by design”, come osservato da Bankitalia, che sono stati creati con uno scopo di impatto, e quelli identificati come “F4G by product”, che hanno gradualmente incorporato la sostenibilità nelle loro offerte. Questa distinzione merita di essere approfondita in base a futuri studi.
Malgrado il notevole potenziale del F4G come promotore di una finanza responsabile e inclusiva, la sua piena attuazione affronta sfide sostanziali. Tra queste, si evidenzia la necessità di gestire il compromesso tra innovazione tecnologica e il consumo energetico di alcune soluzioni, come l’Intelligenza Artificiale e la Distributed Ledger Technology, nonché la difficoltà di riconoscere l’impatto reale rispetto al fenomeno del greenwashing, soprattutto in mancanza di standard condivisi.
Inoltre, l’analisi ha messo in luce come la scarsità di dati quantitativi continui a rappresentare un ostacolo per comprendere appieno la portata del fenomeno F4G, evidenziando l’importanza delle indagini istituzionali in corso per accrescere la consapevolezza del settore.
Per affrontare queste sfide e consentire al paradigma F4G di svolgere pienamente il suo ruolo nella transizione verso un’economia sostenibile, è essenziale sviluppare un ecosistema favorevole. Questo richiede una collaborazione tra istituzioni pubbliche e operatori privati, al fine di stabilire un quadro normativo e una tassonomia chiara e armonizzata – che bilancino la trasparenza, la protezione e l’incentivazione all’innovazione – e di migliorare il monitoraggio del settore, utilizzando anche strumenti informativi come le indagini sopra menzionate.
In sintesi, conclude la ricerca, il progresso futuro del Fintech for Good necessiterà di un approccio prudente e pratico, capace di valorizzare le potenzialità trasformative senza trascurare la necessità di mitigare i rischi e di verificare il suo impatto reale.
Giovanni Lombardi Stronati

