mercoledì, 15 Luglio , 2026

Assoimmobiliare, ampio potenziale crescita capitali domestici in real estate

NewsAssoimmobiliare, ampio potenziale crescita capitali domestici in real estate

“Rendere il settore immobiliare attrattivo per il mercato dei capitali”

In Italia, soltanto il 17% del valore degli immobili terziari è posseduto da investitori istituzionali, mentre in Francia e Germania questa percentuale supera il 40%. Inoltre, solo il 35% degli investimenti nel settore immobiliare è generato da capitali nazionali. Questi dati mettono in luce il significativo potenziale di espansione del mercato dei capitali in questo ambito, specialmente a favore del segmento residenziale in affitto. Questo è quanto riportato durante l’assemblea 2025 di Confindustria Assoimmobiliare.

“Per affrontare la grande sfida dell’housing accessibile e la mancanza di offerte abitative su scala nazionale, è fondamentale rendere il settore immobiliare più attraente per gli investimenti”, ha dichiarato Davide Albertini Petroni, presidente di Confindustria Assoimmobiliare.

“A livello internazionale, i risultati sono promettenti: negli ultimi dieci anni, gli investimenti dall’estero sono aumentati notevolmente e oggi costituiscono circa il 65% del totale in Italia. Il rapporto con il capitale nazionale risulta, tuttavia, più complesso, poiché presenta ampi spazi di crescita e rappresenta una risorsa importante per supportare le politiche residenziali e i processi di riqualificazione urbana. Inoltre, in Italia, ci sono 1.600 miliardi di euro dei risparmiatori bloccati nei conti correnti.

Il capitale è disponibile e c’è domanda: nei prossimi anni, ci sarà necessità di oltre 635 mila nuove abitazioni, con un fabbisogno valutato intorno ai 150 miliardi di euro, oltre a nuovi alloggi per studenti, strutture per anziani, centri sanitari, data center e hub logistici, i quali richiederanno ulteriori risorse e investimenti distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Questi investimenti, come è chiaro, non possono essere sostenuti solo dal settore pubblico o dalla proprietà privata individuale. È necessario costruire un legame tra i capitali e i bisogni sociali del Paese, aumentando gli strumenti per la raccolta di capitali; è fondamentale anche garantire un quadro normativo e fiscale trasparente e chiaro”.

“Di certo non vanno in questa direzione, e generano forte inquietudine le misure che colpiscono fiscalmente il settore immobiliare gestito, come l’incremento di due punti percentuali dell’Irap per le banche e le assicurazioni che, secondo l’attuale formulazione proposta nella legge di Bilancio, sembra incidere anche sui gestori di Oicr immobiliari”, ha proseguito il presidente Albertini Petroni. “Colpire fiscalmente questo settore significa limitare la capacità di questi operatori di supportare investimenti rilevanti per la transizione ecologica del patrimonio immobiliare, valorizzare i beni pubblici e creare un’offerta abitativa accessibile. Pertanto, chiediamo di escludere Sgr e Sicav dall’applicazione di questa norma”.

Per questi motivi, Confindustria Assoimmobiliare richiede con fermezza: che le normative relative alla creazione di veicoli di cartolarizzazione vengano uniformate, rimuovendo le disparità rispetto ad altri strumenti di investimento, così da rendere lo strumento più competitivo, trasparente e allettante per gli investitori; che il trattamento fiscale delle attività quotate operanti in Italia sia allineato al regime previsto per le Siiq, per incrementare la capitalizzazione, la liquidità e l’attrattività del mercato; che venga confermato il principio di segregazione patrimoniale per i fondi di investimento anche durante le fasi parlamentari e attuative, per fornire agli operatori un contesto stabile, chiaro e coerente, capace di aumentare la fiducia e attrarre nuovi capitali nel Paese; che venga rivisto il regime di trasparenza fiscale dei fondi di investimento, rimuovendo la tassazione supplementare per le partecipazioni superiori al 5% in presenza di garanzie di pluralità e trasparenza, per mobilitare capitali privati e favorire nuovi investimenti strategici senza aggravi per lo Stato; che venga riconosciuto il carattere di bene strumentale agli immobili abitativi concessi in affitto da investitori professionali, permettendo la deducibilità dei costi e garantendo coerenza tra base imponibile e risultati economici effettivi, in modo da incentivare nuovi investimenti privati e pubblici nel settore residenziale; che il regime IVA applicabile agli immobili abitativi venga modificato, consentendo l’opzione per l’imponibilità sulle vendite e locazioni da parte di operatori professionali, introducendo una aliquota agevolata per i locatari, al fine di creare un clima competitivo e attrattivo per nuovi investimenti e ampliare in modo stabile e sostenibile l’offerta di abitazioni in affitto a prezzi contenuti.

“Abbiamo posto il focus sul settore immobiliare come strumento sociale e competitivo, e indicato misure concrete per trasformare questa visione in realtà. Per passare dalle parole ai fatti, sono necessarie regole chiare, strumenti competitivi e procedure semplificate”.

Giovanni Lombardi Stronati

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