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Arte e sostenibilità, da Peggy Guggenheim “Art 4 a Better Future”

video newsArte e sostenibilità, da Peggy Guggenheim "Art 4 a Better Future"

Tre incontri a Venezia con università e imprese sui temi ESG

Venezia, 3 lug. (askanews) – Tre incontri per riflettere sul ruolo che l’arte e le sue istituzioni possono giocare di fronte alle sfide globali legate alla crisi climatica e al bisogno di ripensare la nostra stessa società. La Collezione Peggy Guggenheim ha lanciato il progetto “Art 4 a Better Future. Arte Sostenibilità Innovazione”, che ha visto nel museo veneziano andare in scena il primo appuntamento, con ospiti provenienti da ambienti e discipline diversi, ma uniti dalla riflessione sul cambiamento. “Io credo che i musei – ha detto ad askanews la direttrice della Collezione, Karole P.B. Vail – possano fare tanto. E noi come collezione Peggy Guggenheim e Fondazione Guggenheim abbiamo già realizzato diversi progetti riguardo alla sostenibilità, prima di tutto ambientale. Abbiamo infatti intrapreso da poco uno studio di sostenibilità ambientale e anche economico, credo due cose assolutamente fondamentale per noi, e anche il Guggenheim di New York e il Guggenheim Bilbao si stanno impegnando moltissimo in questa direzione”.A coordinare il progetto Art 4 a Better Future è stata chiamata la professoressa Cristina Baldacci, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e del NEW INSTITUTE Centre for Environmental Humanities (NICHE), che ci ha indicato le tre parole chiave intorno alle quali si sono costruiti gli incontri. “Agire il cambiamento, quindi questo vuol dire che cosa l’arte e le istituzioni artistico-culturali possono fare per cambiare le cose – ci ha spiegato la docente – dopodiché la seconda parola chiave è prendersi cura, altra espressione fondamentale, perché è prendersi cura, non solo degli altri, ma degli ambienti e anche del nostro patrimonio culturale, è essenziale. La terza espressione chiave è immaginare futuri possibili, quindi come l’arte e le istituzioni artistico-culturali possono ripensare il nostro presente, ripensare i riti e i rituali del nostro presente e anche i modelli e quindi i paradigmi del nostro presente, nell’ambito di questo grande cambiamento che chiamiamo climate change, il cambiamento climatico e con le sfide che ci aspettano per il futuro”.Gli incontri, pensati come panel di dialogo e scambio, vedono coinvolti docenti universitari, ricercatori e ricercatrici, studiosi, ma anche manager, imprenditrici e imprenditori, invitati a portare il proprio punto di vista su diverse aree di intervento, legate al grande tema della sostenibilità. Che la Collezione Peggy Guggenheim sta comunque affrontando già da tempo. “Direi che in questi anni – ha concluso Karole Vail – abbiamo fatto degli enormi sforzi per quello che riguarda la sostenibilità sociale, l’inclusività. E credo che in questo settore siamo piuttosto all’avanguardia, almeno in questo Paese, in Italia”.La sensazione è che per il mondo dell’arte la scelta di una consapevolezza forte, e soprattutto di un impegno forte, siano non più rinviabili. Dagli incontri veneziani arriva un primo passo, che già mira a coinvolgere ampi settori della società e dell’economia, non solo culturale.

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